Verona (martedì, 25 marzo 2025) — Dal 2019 al 2024, oltre 8.000 professionisti sanitari hanno lasciato il servizio pubblico in Veneto. La consigliera regionale Anna Maria Bigon denuncia una situazione critica, attribuendo la fuga di medici e infermieri alle condizioni di lavoro poco attrattive. L’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, replica: “Dati parziali, il turnover è fisiologico”.
di Chiara De Santis
La questione del personale sanitario continua a essere un tema caldo per la Regione Veneto. Secondo i dati ottenuti tramite accesso agli atti dalla consigliera Bigon, negli ultimi cinque anni si sono dimessi 3.043 medici e 4.967 infermieri.
“Un esodo allarmante che mette a rischio la tenuta del servizio sanitario pubblico”, ha dichiarato Bigon, evidenziando il peso di carichi di lavoro insostenibili, ferie negate e retribuzioni inferiori alla media europea.
La spesa regionale per il personale sanitario nel 2025 prevede un aumento di soli 118 milioni di euro rispetto all’anno precedente, una cifra ritenuta insufficiente per contrastare il fenomeno.
Di diverso avviso l’assessora Lanzarin, che ha sottolineato come il calo di medici sia contenuto (-146 unità) e compensato dall’incremento di infermieri (+1.802) e operatori socio-sanitari (+1.964). Lanzarin ha evidenziato che le dimissioni includono pensionamenti anticipati e passaggi al settore privato, non riconducibili a un malessere diffuso.
Last modified: Marzo 25, 2025