Verona (giovedì, 27 marzo 2025) — L’export dei vini della Valpolicella verso gli Stati Uniti è in stallo. L’annunciata imposizione di dazi fino al 200% da parte dell’amministrazione Trump ha generato un clima di incertezza, spingendo gli importatori americani a sospendere gli ordini. Il rischio di rincari insostenibili ha paralizzato le spedizioni, lasciando centinaia di bottiglie ferme nelle cantine venete.
di Chiara De Santis
Gli operatori del settore esprimono preoccupazione. “Gli ordini dagli USA di gennaio e febbraio, in vista del Vinitaly, sono quasi tutti bloccati”, spiega Piergiovanni Ferrarese, esponente di Confagricoltura Verona.
Le cantine avevano già predisposto bancali e completato l’etichettatura, ma gli importatori, temendo un’impennata dei prezzi, evitano di finalizzare le spedizioni. Il possibile aumento dei dazi colpirebbe in particolare le fasce entry level, come Valpolicella Classico e Superiore, mentre l’Amarone, destinato a un mercato più elitario, potrebbe risentirne meno.
Tuttavia, le ordinazioni spesso includono assortimenti misti, rendendo difficile la selezione dei prodotti meno penalizzati.
Gli Stati Uniti rappresentano un mercato chiave per i vini veneti, con un valore di esportazioni di quasi 600 milioni di euro, il 20% dell’export regionale.
Per la Valpolicella, che fattura circa 700 milioni l’anno, il mercato USA pesa per l’11%.
Un blocco prolungato rischia di compromettere gravemente l’intero comparto vinicolo della regione.
Last modified: Marzo 27, 2025