Verona (giovedì, 3 aprile 2025) — L’applicazione dei dazi del 20% sulle importazioni europee negli Stati Uniti non frena l’interesse per il vino italiano. Oltre 3mila buyer americani hanno confermato la loro presenza alla 57esima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. Un dato che, nonostante l’incertezza del mercato, testimonia la centralità dell’evento per l’export vinicolo italiano.
di Chiara De Santis
L’annuncio ufficiale dell’amministrazione Trump ha dissipato i timori di un possibile incremento delle tariffe fino al 200%, che avrebbe potuto compromettere le esportazioni di vino europeo negli USA. L’imposizione del 20%, sebbene rappresenti un ostacolo alla competitività, lascia spazio a strategie di adattamento per i produttori italiani.
Secondo Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, la presenza degli operatori americani è un segnale positivo: “L’export vinicolo affronta una fase complessa, ma Vinitaly rappresenta un’opportunità per rafforzare le relazioni commerciali e individuare nuove strategie di mercato”.
Tra gli appuntamenti più attesi della fiera, l’evento Federvini del 7 aprile analizzerà le prospettive del settore tra tensioni commerciali e mutamenti nei consumi globali. Intanto, il dibattito politico si accende: alcuni esponenti regionali propongono misure di compensazione economica e nuove alleanze commerciali per mitigare l’impatto delle tariffe statunitensi.
Il settore vitivinicolo italiano, nonostante le sfide, si conferma determinato a mantenere la sua posizione di eccellenza sui mercati internazionali.
Last modified: Aprile 3, 2025