VERONA (lunedì, 17 marzo 2025) — Un altro tragico episodio scuote il sistema carcerario italiano: un detenuto di 69 anni, di origine senegalese, si è tolto la vita nel carcere di Montorio, a Verona. La notizia riaccende il dibattito sulle condizioni di detenzione e sulla cronica carenza di personale nelle strutture penitenziarie.
di Chiara De Santis
Secondo quanto riportato, l’uomo, che avrebbe terminato di scontare la pena nel 2030, si è impiccato nel pomeriggio del 16 marzo utilizzando un laccio rudimentale. Questo suicidio rappresenta il diciottesimo caso dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane, segnalando un’emergenza sempre più grave.
Il sindacato della Polizia Penitenziaria UILPA ha denunciato con forza la situazione, evidenziando le criticità che affliggono il sistema. “Il carcere, invece di essere un luogo di recupero e risocializzazione come previsto dall’articolo 27 della Costituzione, è ormai sinonimo di sofferenza estrema per detenuti e operatori”, ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
La situazione a Verona rispecchia la crisi nazionale: nella struttura di Montorio risultano 590 detenuti a fronte di una capienza massima di 318 posti. Gli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio sono 318, ma ne servirebbero almeno 420 per garantire una gestione adeguata. A livello nazionale, il sovraffollamento supera le 16.000 unità, mentre il corpo di polizia soffre una carenza di oltre 18.000 agenti, con turni di lavoro insostenibili.
Last modified: Marzo 17, 2025