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Vino veronese sotto attacco: la minaccia di Trump fa tremare l’export

VERONA (sabato, 15 marzo 2025) – Un colosso dell’export italiano rischia di crollare sotto il peso di dazi fino al 200%. La minaccia lanciata da Donald Trump ha fatto scattare l’allarme tra i viticoltori veneti: se gli Stati Uniti dovessero davvero applicare questa tariffa sui vini europei, il mercato americano – il più importante fuori dall’UE per Valpolicella e Amarone – potrebbe chiudere le porte ai produttori veronesi, con conseguenze devastanti per l’intero settore.

di Monia Settimi

Quasi 600 milioni di euro di export veneto potrebbero svanire nel nulla, mettendo a rischio aziende, lavoratori e un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. Il motivo di questa escalation? Una ritorsione contro il dazio del 50% imposto dall’Unione Europea sul whisky americano.

Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto e Verona, lancia l’allarme: «Sarebbe un disastro. Gli Stati Uniti sono il nostro principale mercato extraeuropeo. Se questi dazi diventassero realtà, il nostro export rischierebbe l’azzeramento».

Un timore condiviso anche da Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona, che mette in guardia sui pericoli di una guerra commerciale senza vincitori:
«Risolvere i problemi commerciali con dazi folli è una strada pericolosa. Servono dialogo e accordi, non scontri che danneggiano entrambi».

La situazione è già complicata a causa del calo dei consumi globali e delle restrizioni UE sulla pubblicità degli alcolici. Se a queste difficoltà si aggiungesse una tariffa proibitiva per l’ingresso del vino italiano negli USA, il colpo potrebbe essere fatale per un settore che solo in Veneto vale quasi tre miliardi di euro.

Per i produttori, ora, la speranza è che questa minaccia sia solo una provocazione elettorale e non una realtà imminente. Ma il rischio è concreto, e il mondo del vino italiano non può permettersi di restare a guardare.

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Last modified: Marzo 15, 2025
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